lunedì 1 febbraio 2016

Torta salata patate e porri


n.b. La foto è firmata Kitchen pinching, il blog che avevamo aperto, Tiziana, Rosaria ed io, ma che abbiamo chiuso per ragioni di tempo. La foto è originale mia.

Torta salata patate e porri



Le torte salate sono secondo piatto economico e di grande resa, questa torta salata ha un costo veramente molto contenuto. Può essere fatta nella versione bianca o aggiungendo anche il pomodoro, io questa volta ho preferito farla bianca.

Ingredienti:
200 grammi di farina 0
una presa di sale
due cucchiai di olio extravergine di oliva
acqua

Per il ripieno:
2 porri
4 patate di media grandezza
olio extravergine di oliva
80 grammi di Formaggio grattugiato


Per fare la pasta metti un una ciotola o direttamente nella spianatoia la farina, una presa di sale, l'olio extravergine di oliva che le dona maggiore elasticità e tanta acqua quanta te ne serve per fare una pallina di pasta morbida ed elastica.
Lavorala bene fai in modo che sia compatta.
lasciata a riposare.

Nel frattempo ti prepari il ripieno
Lava benissimo i porri e le patate. Le patate le fai bollire in acqua salata con una pentola tradizionale o meglio ancora, sempre per risparmiare tempo e consumi di gas, falle cuocere nella pentola a pressione.
Una volta cotte le sbucci e le taglia a cubetti.
Il porro dopo averlo lavato mettilo a rosolare in una padella con olio extravergine di oliva
e quando sarà ben appassito aggiungi le patate nella padella e lascia rosolare il tutto




Adesso stendi la pasta molto sottile, metti un po' di olio nel fondo della teglia, metti la pasta stesa ed il ripieno. Aggiungi il formaggio grattugiato e u po di pepe nero.
Chiudi la torta con un secondo strato di pasta.Metti sulla torta un po' di olio extravergine di oliva e fai dei taglietti con le forbici
Inforna a 200° in forno preriscaldato per 30 minuti circa.
Servire calda

lunedì 11 gennaio 2016

Zemino di ceci Zuppa di ceci







Se da bambina mi avessero detto: a cena, ceci, ok?
Avrei senz'altro risposto con un secco: NO!
Ma si cambia, gli anni passano, i gusti cambiano, le esigenze anche ed il palato gradisce cose che mai avremmo pensato.
Per farla breve quello che era un piatto con tutte le caratteristiche per un secco rifiuto, oggi è uno dei miei preferiti e non è il solo, negli anni ho imparato ad apprezzare tutte le zuppe, specie nel periodo invernale e specie da quando sono a dieta. Un bel piatto di zuppa è salutare, sazia, e come diceva la mia nonna 'cuoce da solo'.
E' per questo che quando Vittoria, ha deciso che la sfida MtChallenge di Gennaio 2016 sarebbe stata la zuppa io ne ero contenta!
E tra tante ho pensato alla mia preferita, lo zemino di ceci, a Genova battezzata così la zuppa di ceci.
Un piatto ricco di tradizione, povero di ingredienti semplici, di facile realizzazione e buonissimo sia caldo che freddo. L'avanzo, se ne avanza, mio marito lo gradisce a colazione, eh lo so c'è chi inorridisce all'idea, ma per lui colazione con zuppa in avanzo è meglio di cappuccino e cornetto!
Io alla ricetta tradizionale apporto una leggera modifica, aggiungo un cottura una crosta di formaggio Parmigiano, rilascia una buona dose di morbidezza e rende la zuppa appetibile ancor di più ai bambini, i miei figli la mangiano molto volentieri così, ma è una mia aggiunta.

Ingredienti per 5 persone:

400 grammi di ceci secchi
400 grammi di bietoline fresche
una carota
una cipolla
uno spicchio di aglio
due cucchiai di concentrato di pomodoro
olio extravergine di oliva
due funghetti porcini secchi
sale
pepe
una crosta di Parmigiano

Per prima cosa metto a bagno la sera prima i ceci disidratati in modo che si idratino nuovamente.
Lascio i ceci a bagno circa 20 ore, si vede quando sono pronti sono morbidi. Mi metto a bagno nell'acqua tiepida i funghetti e inizio a tritare a coltello cipolla e carota e lo spicchio intero che andrò a togliere non appena dorato.
In una pentola di terracotta metto un po'di olio extravergine di oliva, non pochissimo, sufficiente a far sì che possano soffriggere carota e la cipolla tritate che aggiungo appena l'olio è semi caldo, aggiungo il concentrato di pomodoro.
Lavo abbondantemente le bietoline, quelle a costa piccola, non le altre, le taglio a listarelle e le faccio soffriggere appena appena con immediatamente l'aggiunta dei ceci, sale, poco poco di pepe, acqua sufficiente a coprire il tutto e la scorza del parmigiano.



La scorza darà una buona morbidezza al piatto e lascio cuocere col coperchio per circa 50 minuti.
Prima di servirle io taglio qualche fetta di pane che abbrustolisco in padella e servo con lo zemino, utile a scarpettare quel po' di brodino che si forma.
Io non 'passo' una parte dei ceci, se la cottura è lenta a fuoco bassissimo e i ceci sono morbidi rilasciano la giusta quantità di amido da dare 'corpo' al piatto senza dover 'passare' nulla.

Con questa ricetta partecipo a MtChallenge di gennaio 2016


martedì 17 novembre 2015

Travi a vista per gli interni di casa

Sei mesi fa ho chiuso casa mia, è stato un dolore, nonostante l'entusiasmo per la nuova avventura, per venire ad abitare nell'appartamento al piano superiore del mio nuovo ristorante Taverna dei Fieschi, abbiamo dovuto chiudere casa nostra, quella dove ci vivevo da 9 anni, dove ho cresciuto i bambini, dove mi lagnavo sempre perché è piccola, ecco, quella!!!
Ristorante a parte, il mio cuore è rimasto lassù, sul monte a 1000 metri di altezza, dove il silenzio regna sovrano, dove puoi ancora lasciare la chiave attaccata alla porta, dove i bambini potevano giocare nell'immenso giardino...
Quando ho acquistato quella casetta, avevo il sogno di sfruttare il sottotetto e di farne altrettanti settanta metri quadri, e prima o poi io ci riuscirò, ohhh se ci riuscirò, ho mille difetti ma io sono tenace, non mollo e così, inizio a studiare la cosa e, ho pensato che anche le travi a vista per interni di casa potrebbero essere messe in un contesto come quello di casa mia.
E così, grazie alle risorse di internet ho trovato questo sito, dal quale prendere spunto e mi sono detta:
Sarà il destino?
saranno loro che cercano me o io che cerco loro??
e mi sono innamorata di queste travi a vista che danno il senso di calore all'interno di una casa

Zona notte – soppalco, vista sul soggiorno : Soggiorno moderno di Marco Barbero
Architetto Marco Barbero


E ditemi che non sono perfette per il mio soppalco!!!!
E così potrei rivestire la zona ' corridoio' che potrebbe anche essere arredata a piccolo soggiornino e poi questo a seguire nelle camere da letto, e allora, tutte le camere verrebbero con questi travi


Stable Cottage : Camera da letto rurale di Adam Coupe Photography Limited


Aiuto!!! me ne sono innamorata, e poi pensando a locali piccoli, quali sarebbero i miei, già solo con queste travi sembrerebbe un bell'ambiente caldo, appunto, perfetto per la montagna, e nella zona giorno che a questo punto sarebbe il piano terra, potrei abbattere le attuali pareti e far diventare l'ambiente così
Camera da letto rurale di Orkun İndere


E diciamoci la verità, il mio non sarà un attico di lusso, ma così rivestito e addobbato di travi bianche luminosissime ditemi che non lo diventerebbe??

Ingresso : Ingresso, Corridoio & Scale in stile moderno di Studio d’Architettura MIRKO VARISCHI


Perché è bello vivere in un ambiente caldo, così, lasciarsi coccolare da architetti che conoscono come sfruttare al meglio gli ambienti anche in base alle zone, il clima, l'altitudine...
Io questo indirizzo lo conservo bene, sono certa mi servirà

sabato 14 novembre 2015

Raieu cu-u tuccu ravioli alla genovese



Aiuto!!! da dove partire??
Dunque questo povero blog è stato messo in disparte per tanto tempo, avendo avuto troppo da fare.
Il lavoro mi ha portata via da tutto e tutti, anche da me stessa.
Ma siccome da tanto, appartengo ad un fantastico gruppo, mi sono detta:
e perché non ricominciare? e così eccomi qui a scrivere un post e a coccolare il mio quarto figlio!!
Ed ecco che arriva MTC 522La nuova sfida, con la quale partecipo




 dove si chiede un piatto con due elementi obbligatori:
La pasta ripiena e
Un sugo a cottura lenta
proposto da Monica

Monica/Genova/ Raieu/Tuccu/...e io??? non partecipo???

Cominciamo dall'inizio...
Arrivo a Genova ben 27 anni fa, mica due giorni, e dopo pochissimo, per l'esattezza, il 18 novembre festeggiamo 23 anni di unione, entro a far parte di una famiglia genovese.
Da lì a poco sarebbe arrivato il Natale, festa di unione, di convivialità, di preparativi, di amore, e già dall'Immacolata, le discussioni tra mamma e figlia rispettivamente, nonna e madre di mio marito, sono accese, parecchio animate, per ore, su questo piatto, per me a quei tempi, un semplice piatto, ma che in realtà tiene impegnate le due donne di casa per giorni e giorni e lo si inizia ad organizzare con largo anticipo come un rito, e poi si porta avanti una diatriba sul contenuto di questi raieu fino allo stremo.
Io in tutto questo teatro sono spettatrice e le guardo, senza capire il motivo di cotanta enfasi, pensando (per anni): 'ma tutte le volte devono litigare'???
I loro dialoghi erano rigorosamente in dialetto genovese, che all'epoca comprendevo poco oltre a non capirne il motivo, peccato non lo sappia scrivere, avrebbe tutto un'altro sapore, ma ho imparato a capirlo:
Nonna: il fungo ci vuole
Figlia: nooooo ti dico di noooo
Nonna: sì, piccolo ma ci vuole
Nonna: vado io a comprare la carne
Figlia: no, ci vado ioooo voglio la scaramella ma che sia bella, come dico io un bel 'tocco di carne'...

ecco da dove nasce il nome 'tuccu' perché in genovese il tuccu è il tocco, il pezzo intero...

E io guardavo questo chilo e mezzo di trito e mi chiedevo, senza osare intrufolarmi nella discussione, se questo funghetto potesse mai dover essere fonte di lite tra due donne e soprattutto quanto sarebbe cambiato mai il gusto grazie a questo povero funghetto...
Queste liti le ho vissute per anni, mamma e figlia, abitavano a 50 metri di distanza, non mi crederete ma tante volte la discussione si è chiusa con la nonna che sottobraccio si portava via la borsetta ed il tritacarne e se ne andava a casa per poi tornare dopo qualche ora e voler raggiungere un compromesso...
ed io che abitavo in quella casa ormai convivevo con questo rito ...
E poi ogni 'buona festa' era una 'buona occasione' per fare i raieu, non c'era da domandarci cosa avremmo cucinato, festa significava raieu, punto.
Il primo piatto era certo, si poteva passare oltre. E tutte le volte c'era il raviolone per mio marito, essendo il nipote 'maschio' a lui veniva offerto un raviolo grande in segno di affetto, che ancora quasi cinquantenne mio marito fingeva di non vedere nel piatto e le due donne ridevano alla scoperta dello stesso

Beh, gli anni sono passati, mia suocera purtroppo è andata via per prima, la nonna ha sempre fatto i ravioli, sola, ma non era la stessa cosa. Non c'erano più quelle lunghe discussioni, non si cotavano i pinoli da mettere, li faceva per rispetto e io nell'impasto giuro che ci sentivo quel fungo che lei metteva, ormai, quasi come un gesto per voler ricordare la figlia.
L'ultima volta che siamo andati a trovare la nonna, 94enne, si è rivolta a mio marito, dicendo:
Ivan, ti ho fatto per l'ultima volta i raieu cu u tuccu
e così è stato...
Poi la vita ha voluto che noi aprissimo il ristorante e oggi mio marito ripete gli stessi raieu che faceva la sua nonna, nonché la sua mamma e io non ci metto mano, io faccio u tuccu e lui i ravioli, e oggi capisco il perché di quelle lunghe discussioni sul fungo o su due pinoli in più.
Perché a Genova i raieu cu u tuccu non sono solo una ricetta, sono una tradizione, sono una vita vissuta in cucina, sono l'amore per i figli, per i nipoti, passato attraverso ciò che io ritenevo un semplice piatto di ravioli.
Ecco perché  quando Monica ha proposto i raieu, non partecipare mi sembrava assurdo, vi volevo raccontare un pezzetto di questa famiglia genovese, per ricordare affetti e tradizioni.
Con gli anni ho capito ed apprezzato che i ravioli col sugo a Genova non sono i ravioli col sugo, sono i raieu cu u tuccu, e non è la stessa cosa.

Passiamo agli ingredienti e a come cerchiamo di riprodurre noi i raieu cu u tuccu, precisando che, abitando in un paesino dell'entroterra, non sempre riesco a procurami le borragini, e per questo uso le scarole che invece non ho nessuna difficoltà a reperire. Noi cerchiamo di riproporre i ravioli della nonna di mio marito, sicuramente in tutte le case questa ricetta viene ritoccata, perché nasce dal poco, dal recupero, dal riciclo di ciò che offriva il frigorifero, quindi non fatene una questione personale se la nostra ricetta è diversa da quella delle vostre nonne

Ingredienti per il tuccu:

1 kg di scaramella
un pezzetto di salsiccia
1 carota media
1 gambo di sedano
1 cipolla media
300 grammi di pomodori pelati
1 tubetto di concentrato di pomodoro
mezzo bicchiere di vino rosso
una manciata di pinoli
1/2 funghi porcini secchi
noce moscata
prezzemolo
olio evo
rosmarino
sale
pepe nero
zucchero

Io mi batto a coltello carota sedano e cipolla, in modo da rendere il trito omogeneo, a fuoco lentissimo, olio evo e trito in una pentola bassa e larga in modo da far rosolare la carne in un'ampia superficie.
Aggiungo la scaramella ed il pezzetto di salsiccia quando il trito è leggermente rosolato, e lascio che prenda colore da entrambe le arti, metto i pinoli che lascio rosolare, aggiungo il vino, io lo metto rosso, un buon vino rosso, una buona Barbera corposa in modo da aiutare il sugo. Poi metto la noce moscata, il rosmarino, il prezzemolo tritato, ed il tubetto di concentrato, lascio andare qualche minuto in modo che il concentrato si amalgami all'olio. Aggiungo i pelati che rompo in pentola con la forchetta, sale, pepe nero e zucchero, ed il funghetto o i funghetti, a seconda della grandezza, li metto secchi tanto in cottura così lenta hanno tempo di riemergere!
Metto il coperchio, il fuoco lentissimo e lascio cuocere per almeno 4 ore, non aggiungo nulla, se la fiamma è bassissima non si corre il rischio che il sugo asciughi e solo quando l'olio emerge a galla per me è tuccu cotto. Se provate con una forchetta noterete che la carne si sfalda, ne troverete dei pezzetti nel sugo come conseguenza della lenta e lunga cottura

Questo è il mio risultato dopo ore di cottura, guardate il bordo della pentola, la partenza dove è segnata dal sugo:




I ravioli, e qui ha inizio la parte discussa e personale noi li facciamo così;
per il ripieno:
La carne del sugo, salsiccia compresa
500 grammi di borragini, oppure scarola o spinaci, insomma una verdura a foglie larghe
200 grammi di parmigiano reggiano
6 uova
mezzo panino bagnato nel latte e strizzato benissimo
un quarto di cervella saltata in padella con un filo d'olio evo
una manciata di pinoli tritati a coltello
il funghetto che mi vado a pescare dal sugo
noce moscata una bella grattata
maggiorana senza essere tirchi, rigorosamente fresca
Tutto questo, mio marito lo batte a coltello in modo da ottenere un impasto morbido, perfetto, omogeneo, anche perché poi andrà a stenderlo con la sac à poche e se non è perfettamente omogeneo non passa dal buco della sacca


per la pasta:
600 grammi di semola di grano duro
500 grammi di farina di grano tenero
6 tuorli
acqua tanta quanta ve ne chiede la pasta purché rimanga asciutta, non umida
una presa di sale.

Mio marito si prepara la pasta impastando sul banco il tutto, passando a mattarello la pasta in modo da ottenere una sfoglia unica



Una volta ottenuta la sfoglia, la passa nella macchina per ottenerne sfoglie sottili



Stende la sfoglia e si crea 4 cordoni di impasto uniforme, lui non stacca mai la sac à poche dalla sfoglia,  e una volta ottenuti questi 4 cordoni ripone un'altra sfoglia sopra.




A questo punto passa negli spazi, vuoto l'indice ed il medio facendo sì che esca tutta l'aria. 
Con la rotella taglia i ravioli che essendo fatti a mano, non sono mai tutti uguali, è ovvio, ma questa è la particolarità che a me piace molto


Io lascio i ravioli all'aria aperta e non infarino perché non mi piace affatto la farina rilasciata in cottura, rende 'lepego', per rimanere a Genova, il raviolo.
Quando l'acqua salata bolle, lascio cuocere i ravioli una decina di minuti, li condisco col tuccu e li servo in tavola, piatto caldo che torna sempre 'scarpettato'

Chiedo scusa per la qualità delle foto, ma noi riusciamo a preparare il tutto in orari impensabili



venerdì 10 aprile 2015

Taverna dei Fieschi un sogno che diventa realtà


Taverna dei Fieschi un sogno che diventa realtà...

E dopo anni che lo guardo e dico: come mi piacerebbe far diventare mio questo fantastico ristorante, ora diventa mio davvero!!!!!!
Ma proprio davvero davvero!!!
Abbiamo preso la decisione, mio marito ed io, e ci siamo detti: o adesso o mai più!!
Ridiamo vita a questo fantastico ristorante, riportiamolo ad essere quello che era un tempo, diamogli una firma nostra, una mano di vernice fresca, un menu rivisto, una valanga di entusiasmo e partiamo.
Ci siamo quasi, manca pochissimo e apriamo, con proposte nuove, con un menu fatto con estrema cura ed attenzione, studiato in ogni piccolo particolare.
Porteremo a tavola tutto ciò che è del posto, ricette dimenticate nei cassetti delle nonne e vini buoni, tireremo fuori madia e mattarello per fare solo pasta fresca. Uniremo la tradizione genovese proponendovi piatti come i Corzetti in salsa di pinoli, a quella piacentina con i salumi ed i Pin, tipica pasta fresca.
Un menu all'insegna dei prodotti del territorio dove viviamo.
Sarà tutto realizzato da noi, noi che crediamo che per stupire a tavola non ci si debba inventare stranezze ma solo valorizzare e accostare le buone materie prime. Noi che crediamo che mangiare e bere bene sia ancora possibile e allora... a brevissimo.
Questo comporterà che il mio povero blogghino sarà un po' accantonato, credo, in quanto avrò da spignattare molto più del solito, ma spero di trovare un po' di tempo anche per lui!!
Nel frattempo vi tengo aggiornati man mano che le cose andranno avanti sperando che cotanto lavoro porti la stessa gratificazione professionale :)

giovedì 26 febbraio 2015

Pane al latte fatto a casa a forma di rose usando il lievito di birra


Dopo mesi di assenza, rieccomi, povero il mio blog, l'ho trascurato, ho avuto altro da fare, ma torno con la voglia di fare la ricetta del pane, la più semplice delle ricette, buona e super collaudata.
Ho l'abitudine di fare il pane a casa, mi piace farlo, è divertente, buono ed economico.

Ingredienti:
1/2 bustina di lievito di birra secco in granuli
un bicchiere di latte circa
4 cucchiai di olio di semi
un cucchiaino di zucchero
250 grammi di farina 0
una presa i sale

In una ciotola di plastica metto il lievito di birra,lo zucchero e il latte precedentemente scaldato (tiepido non caldo) lascio che si sciolga il lievito e aggiungo l'olio.
Aggiungo la farina e inizio a lavorare, con morbidezza, non troppo energicamente, in modo che tutto sia ben amalgamato, aggiungo il sale, e lavoro. La quantità del latte è approssimativa, comunque il risultato ultimo deve essere una pallina di pasta morbida, pulita, non si deve attaccare alle mani.
A questo punto accendo la lampadina del forno e lascio nella stessa ciotola la pallina e la posiziono a metà del forno lasciandola riposare due ore.
Superate le due ore, prendo la pallina che ha tranquillamente raddoppiato il volume e la reimpasto.
Palline, filoncini, rose, non importa, qualunque sia la forma che voglio la effettuo e appoggio l'impasto lavorato nella placca da forno con la cartaforno e la lascio riposare altre due ore.
In quest rose ho messo sopra una presa di polenta e un po' di sale grosso, ma è assolutamente irrilevante ai fini del risultato ultimo.
A questo punto accendo il forno, lo porto a 200° e lascio cuocere il pane, nel mio forno ci vogliono al massimo dieci minuti. Quando è dorato, croccante ma soffice, spengo il forno, apro lo sportello e lascio che si raffreddi ma non lo tolgo dal forno
Per fare questo pane a forma di rosa è semplicissimo, prendo un pezzo di pasta e ne faccio una corda sottile e lunga un metro circa, a questo punto divido in due la pasta per la sua lunghezza, e la avvolgo su se stessa. E' più difficile spiegarlo che farlo!!! Quasi quasi faccio un video :)
Ecco il risultato finale dopo la cottura





giovedì 8 gennaio 2015

Focaccia alta

Focaccia alta con pomodori e pancetta piacentina IGP

La focaccia alta è una focaccia facilissima da fare, il rimedio ideale quando è finito il pane, quando si vuole portare una ricetta veloce da amici, quando si ha voglia di fare una mega merenda per tutti i bambini.
La focaccia alta è una ricetta veloce ed economica

Ingredienti per una focaccia dal diametro di 26 cm

un cubetto di lievito di birra
400 grammi di farina 0
380 grammi di acqua
un cucchiaino scarso di zucchero
un cucchiaino di sale
15 pomodorini ciliegini
8 fette di pancetta piacentina IGP

In una ciotola sciogli il lievito di birra con 300 grammi di acqua ed un cucchiaino scarso di zucchero. A questo punto aggiungi la farina e con una forchetta lavora l'impasto, mai con le mani anche perché l'impasto sarà sempre morbidissimo. Continua ad aggiungere la restante acqua e farina e alla fine il sale.
L'impasto sarà molto morbido così:


Fatto l'impasto ungi una teglia alta, di quelle cerniera e  con un cucchiaio rovescia tutto l'impasto nella teglia. Accendi la luce del forno e metti la focaccia in forno a mezza altezza.
Dopo due ore la focaccia avrà raddoppiato il volume sarà così


Adesso lava i pomodori, tagliali a metà e salali. Mettili sulla focaccia sparsi in modo uniforme, e sopra metti la pancetta piacentina.
Aggiungi solo un filo di olio extravergine di oliva e una manciata di sale grosso.



Inforna il tutto avendo preriscaldato il forno a 200° e in 15/20 minuti la focaccia sarà pronta. 


Il risultato finale, è una morbidissima focaccia, ottima anche il giorno dopo, sempre che ne avanzi!!